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API E MIELE

 

LA CASA DELLE API

Le api selvatiche costruiscono i loro nidi in luoghi riparati come le fessure delle rocce e nei tronchi di un albero.
L'uomo preistorico distruggeva i nidi per prendere il miele.
Poi l'uomo ha imparato a rispettare le api e costruiscono loro delle casette chiamate "arnie".
Le prime arnie erano tronchi svuotati, chiusi nella parte superiore e con dei fori nella parte bassa da dove le api potevano entrare e uscire.


Antico Alveare


Oggi le arnie sono delle piccole case di legno levigato e permettono all'apicoltore di prendere il miele senza danneggiare o disturbare le api.
E' composta da due stanze, il nido ed il melario, un terrazzino con una grande porta per entrare ed uscire, un tetto che le ripara.
Il nido è la stanza dove la regina depone le uova e vengono allevate le larve,
il melario è il magazzino dove conservano il nettare, in stagioni abbondanti ci possono essere anche 3 o 4 melari sopra il nido.
L'apicoltore preleva i melari quando sono pieni.


Alveare moderno


Nel nido la temperatura è costante sia in estate che in inverno, circa 35°C, se la temperatura diventa troppo alta le api si fermano e incominciano a muovere le ali, come un ventilatore, se la temperatura cala si stringono tra loro e si fanno calore con il loro corpo.
Se le api sono tante possono resistere anche a 40°C sotto zero ma se rimane sola muore già ad una temperatura inferiore ai 10°C.



LE ABITANTI DELL'ALVEARE


Nell’alveare vivono tre tipi di api, l’ape regina depone le uova ed è la madre di tutti componenti della colonia, che può contare fino a 50.000 individui; le api operaie, incapaci di deporre le uova, che eseguono tutti i lavori dell’alveare; infine i maschi, i fuchi, con il compito di fecondare la regina.


L’ape regina è più grande rispetto alle api operaie, ogni alveare né ha una, hanno una vita lunghissima (4-5 anni), esce solo per scegliere il fuco-marito durante il volo nuziale o per cambiare casa e fondare una nuova famiglia (sciamatura) e si allontana con una parte di api operaie.
Può deporre fino a 2000 uova al giorno durante la bella stagione.
Depone un uovo per ogni cella, se la cella è grande, l’uovo non viene fecondato e nascerà un maschio; se la cella è piccola, l’uovo viene fecondato è nascerà una femmina.

Ape Regina marcata verde foto La Steccaia Alta

La ricerca di un'ape regina, in un alveare vigoroso, ha sempre creato per l'apicoltore professionista un impegno ed una perdita di tempo prezioso.
Per facilitarne l'individuazione, gli allevatori d'api regine, da qualche tempo, sono ricorsi alla marcatura, imprimendo sul torace della regina una goccia di vernice indelebile di colore vivace o dischetti con appositi adesivi, al fine di poterla identificare sul favo dalle altre api con più facilità e rapidità.

La marcatura può essere fatta in qualsiasi momento della stagione apistica, esclusa nel periodo invernale quando la temperatura è troppa bassa e le api sono in glomere, è preferibile marcare la regina, appena sia stata fecondata nel nucleo di fecondazione, all'inizio della primavera o in autunno (quando le famiglie sono meno numerose).

Con la marcatura si riesce a conoscere in ogni momento l'età della regina, ma non la sua prolificità e a renderla più visibile sui favi quando la famiglia è forte.

A seguito d'accordi internazionali, le api regine, sono marcate annualmente con una serie periodica di cinque colori diversi.
Sono stati scelti cinque colori, in funzione del loro nome in ordine alfabetico, si attribuisce sempre agli anni che terminano per zero o per cinque il colore azzurro e a tutti gli altri la tinta che segue rispettando l'ordine alfabetico


Azzurro Anno 2000-2005-2010-2015

Bianco  Anno 2001-2006-2011-2016

Giallo  Anno 2002-2007-2012-2017

Rosso  Anno 2003-2008-2013-2018

Verde  Anno 2004-2009-2014-2019

Per maggiori informazioni visitate apicolturaonline


Le larve sono i piccoli dell’alveare, dopo tre giorni dalla deposizione, l’uovo si schiude e nasce una larva bianca senza ali e zampe.
Per tre giorni vengono nutrite con la pappa reale, successivamente solo le api destinate a diventare regine verranno nutrite con la pappa reale le altre con un miscuglio di miele e polline.
Dopo l’opercolo di chiude e incomincia la trasformazione, ci vogliono 12 giorni perché la larva diventi un’ape operaia, 14 per un maschio, 7 per una regina.
Quindi da quando l’uovo viene fecondato alla nascita dell’ape operaio passano 21 giorni.


Come nasce un' ape
Nuove foto su come nasce un'ape date gentilmente dall'azienda La Steccaia Alta:

una cella si sta aprendo
stanno nascendo numerose larve

sta nascendo un'ape

Tutte le api nascono da piccole uova deposte dalla regina. Durante la vita cambiano tre volte radicalmente aspetto. Quando sono "cuccioli" hanno la forma di piccoli vermetti bianchi che vivono nelle celle esagonali. Dopo sette giorni dalla schiusa, le celle dove ci sono le larve, vengono chiuse con un tappo di cera (opercolo), sempre all'interno delle celle, diventano delle "pupe", cominciano ad avere una forma simile alle api, ma sono bianche e non hanno le ali. Durante questa fase occupano tutto lo spazio della cella, non mangiano e stanno ferme come se dormissero. Dopo dodici giorni dalla chiusura della cella la trasformazione è completata e la giovane ape operaia comincia a muoversi, buca l'opercolo ed esce, assumono l'aspetto d'insetto adulto, quello che tutti conosciamo.


Le api operaie nei loro primi tre giorni di vita incominciano già a lavorare come spazzine, a pulire i favi dove la regina depone le uova.
Dal quarto giorno il loro compito diventa quello di nutrire le larve con la pappa reale.
Al decimo giorno, cambia lavoro, da nutrice a costruttrice, costruisce i favi.
Al ventesimo giorno diventa guardiana, pronta a combattere contro gli intrusi con il pungiglione.
Al 21 giorno diventa bottinatrice, con il compito di raccogliere il polline, il nettare, la propoli e l’acqua, necessari per la famiglia.

Ape Bottinatrice


Se nasce nella bella stagione  muore dopo 4-6 settimane, se nasce in autunno vivrà 4-6 mesi.

I fuchi, sono i maschi, sono più tozzi e più grandi delle api operaie e hanno occhi enormi, non hanno il pungiglione.
Il loro compito e quello di fecondare la regina e durante l’estate aiutano le api operaie a rinfrescare l’area dell’alveare con il battere delle ali.
A fine estate vengono cacciati dall’alveare fino alla primavera successiva.




COME E' FATTA UN'APE  

L’ape ha un corpo piccolo e peloso diviso in 3 parti: capo,torace, addome.
Sulla testa l’ape operaia ha gli occhi, le antenne e la bocca.
Gli occhi sono 5: 2 grandi laterali e 3 piccoli centrali.
Le antenne sono corte e filiformi servono per sentire e comunicare tra loro al buio nell’alveare.
La bocca ha una proboscide (ligula), che serve per aspirare il nettare, le mandibole necessarie a impastare la cera e costruire i favi.
Nella bocca ci sono le ghiandole che servono per la produzione della pappa reale solo da giovani, dal 4° al 10° giorno.
Il torace è formato da 3 anelli e su ciascuno un paio di zampe, grandi ali posteriori.
L’addome contiene organi importanti, lungo tubo digerente c’è la “borsa melaria” che l’ape usa come contenitore per trasportare il nettare; inoltre ci sono le ghiandole che producono la cera quando l’ape ha tra i 10 e i 16 giorni.
Infondo all’addome troviamo il pungiglione, che l’ape lo estrae solo quando si deve difendere.




I PRODOTTI DELLE API

Le api producono:miele, propoli, pappa reale, polline, cera d'api.

IL MIELE

Nella profondità del calice dei fiori c'è un liquido zuccherino chiamato nettare, che durante la fioritura attira le api bottinatrici che con la ligula succhiano il nettare e lo accumulano nella borsa melaria.

Api Bottinatrici con polline che rientrano all'alveare foto: La Steccaia Alta


Una volta iniziata la raccolta su un tipo di fiore, raccolgono solo quel tipo di nettare senza farsi distrarre da altre fioriture.

Una volta raccolto il nettare è troppo umido per essere conservato, quindi deve essere asciugato e trasformato in miele.

Già durante il volo di ritorno le api aggiungono al nettare delle sostanze, enzimi, per trasformare il nettare in miele.
Quando l'ape bottinatrice arriva all'alveare rigurgita il nettare dalla borsa melaria e lo consegna alle altre api operaie che se lo passano una all'altra asciugandolo e lo conservano nelle celle del telaio, qui l'ambiente è caldo, l'acqua evapora facilmente, poi le celle vengono chiuse con un opercolo di cera.
A questo punto il miele è pronto.