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18/09/15

Pasticceria Coggiola....dolci tradizioni...

Buon fine settimana a tutti.
Come sapete sono molto golosa, il mio pasto deve sempre finire con un dolcetto...anche un semplice quadratino di cioccolato.

Qualche tempo fa ho avuto, quindi, il piacere di assaggiare i dolci della Pasticceria Coggiola di Biella.

La Pasticceria Coggiola inzia la sua attività nel 1928 a Biella nei locali di via Torino 12 grazie ai fratelli Riccardo e Remo Coggiola.


All'inizio nasce come bar poi si aggiunsero la pasticceria e la gelateria con un laboratorio artigianale e un punto vendita diretto al pubblico.
Un po' per volta, con la saggezza ed il realismo di quei tempi, l'azienda prospera e cerca nuovi modi di attrazione, avendo sempre come prodotti base il gelato e la pasticceria.
Nel 1935, inaugurano una pista da ballo all'aperto, la novità raccolse subito consensi da parte del pubblico biellese, portando così la pasticceria ad essere sempre più amata e conosciuta non solo a Biella, ma anche in tutta la Provincia.
E perchè non continuare a danzare sul ghiaccio anche finita la bella stagione?
Detto, fatto!
Nel 1937 la pista da ballo viene trasformata per l'inverno in pista da ghiaccio e si arrivò persino ad organizzare una squadretta amatoriale di hockey.
Dopo qualche anno, nel 1940, il giardino all'aperto diventa sede di spettacoli di varietà con concerti, avanspettacoli ed operette.
Purtroppo l'inizio della guerra vanifica tutte queste iniziative, ma subito dopo la fine del conflitto la ripresa è puntuale fra valzer, tango e numerose altre attrattive.
All'inizio degli anni cinquanta, ai tradizionali pasticcini e gelati, la Pasticceria Coggiola affianca le torte meringata e tartufata ed i coggiolini al rhum, che diventano in breve uno dei prodotti tipici biellesi più richiesti.

Nel 1976 ai fondatori subentrano i figli Franco e Sandra con il marito Paolo Mosca.
La Pasticceria Coggiola nel tempo si consolida e si ammoderna, mantenendo le vecchie tradizioni, la genuinità e la freschezza dei prodotti.

Dopo pochi anni in azienda con Sandra e Paolo entra il figlio Stefano ad occuparsi della produzione coadiuvato da validi collaboratori.


Con il suo ingresso la pasticceria riceve un nuovo impulso.
La gamma delle specialità si amplia: iniziano le produzioni dei canestrelli biellesi, dolce tipico di Biella le cui origini risalgono addirittura al 1600, di innumerevoli prodotti in cioccolato, praline, attrezzi da lavoro e da montagna, tavolette, salami, ravioli, tomini, riproduzioni di monumeti biellesi, delle uova di Pasqua e di nuovi tipi di torte.
Nel 2001, "Anno europeo del cioccolato", ai coggiolini al rhum viene attribuito dall'"Accademia della Cucina Italiana" il premio internazionale "Dino Villani" riservato "ai titolari di aziende artigiane che si sono distinte nel tempo nella produzione di prodotti alimentari di rilevante qualità, tipici e caratteristici di una località del Paese".
Nel 2004 due importanti riconoscimenti: dalla CCIAA di Biella il diploma di "Azienda artigiana longeva e di successo", per i 76 anni di ininterrotta attività, e dalla Regione Piemonte il diploma di "Eccellenza artigiana" per i settori pasticceria, cioccolato e gelateria.
Tuttora "Bottega scuola" della Regione Piemonte, la pasticceria fa parte dell'associazione "Sapori biellesi" che raggruppa i produttori che nel tempo mantegono intatta la produzione enogastronomica biellese.
 
Coggiolini al rhum
Ideati dai fratelli Remo e Riccardo Coggiola all'inizio degli anni '50, con l'intento di offrire ai Biellesi un prodotto artigianale dalla struttura ricca e complessa che, pur differendo da una pralina e da un cioccolatino, esaltasse la sontuosità del puro cioccolato fondente di pregio.
“Due gusci di meringa al cacao, friabile e sottile, ricoperti di cioccolato fondente racchiudono un ripieno morbido di cioccolato e rhum, dal sapore generoso e pieno.”


Ciascuno è rivestito con un involucro dai riflessi metallici che li rende inconfondibili e, se possibile, ancora più accattivanti.

Dopo oltre mezzo secolo di ininterrotto successo, i Coggiolini possono essere definiti dolci storici, dal gusto sempre attuale, benché abbiano mantenuto inalterata nel tempo la loro formula originale.
Riconosciuti dalla Regione Piemonte, nella più ampia categoria delle "Praline al rhum", come prodotto agroalimentare tradizionale.
 
Canestrelli biellesi
Due cialde croccanti racchiudono un ripieno di cioccolato puro con mandorle e nocciole Piemonte "Tonda gentile".
Il canestrello è un dolce caratteristico del Biellese, le cui origini risalgono al 1600.


Il suo nome deriva da "canestro" per la particolare superficie quadrettata della cialda che veniva preparata usando un apposito ferro a ganascia da riscaldare su fiamma viva e che richiedeva una discreta abilità per ottenere una perfetta cottura.
Riconosciuti dalla Regione Piemonte come prodotto agroalimentare tradizionale.
 
Le Navette di Biella
Le Navette di Biella sono biscotti che intendono riallacciare, mediante il nome, la forma e gli ingredienti impiegati nella loro preparazione, un legame con la storia dell'operosità biellese e con la tradizione gastronomica locale.

La navetta è infatti lo strumento che, nel telaio, conduce il filo della trama nell'intreccio con i fili dell'ordito, costruendo in tal modo il tessuto: di forma affusolata con le estremità appuntite e cava per contenere la spola di filato, le antiche navette di legno con le punte metalliche sono ancora conservate nei lanifici e nelle case biellesi come preziosi testimoni di un'epoca.


Oggi la navetta è diventata anche una dolce idea, dove il legno si fa biscotto; nella sua preparazione vengono utilizzati ingredienti largamente impiegati in passato nella cucina locale quali le noci e la farina di castagne.
I gherigli di noce servivano soprattutto per l'estrazione dell'olio, prezioso condimento in cucina e indispensabile combustibile per le lampade; le castagne, fresche od essiccate, intere o ridotte in farina, hanno rappresentato per secoli l'alimento base per la sopravvivenza delle popolazioni montane nei mesi invernali.
 
Praline
Un guscio di finissimo cioccolato puro (fondente, al latte o bianco) che racchiude un morbido ripieno dai molteplici sapori, all'insegna della massima qualità.


Ecco l'assortimento delle nostre praline:
anice stellato e caffé 100% arabica (doppio strato)
succo d'arancia con chiodi di garofano
amaretto
arancini (scorza d'arancio candita)
brutti e buoni con nocciole
brutti e buoni con mandorle
caffé 100% arabica
cremino tre strati
gianduia
limoncello
lamponi e pistacchio pralinato (doppio strato)
succo di limone e zenzero (doppio strato)
menta piperita
mandorla pralinata
noce
nocciola
nocciola pralinata con noce moscata
peperoncino
tè earl gray (al bergamotto)
tartufini alla grappa
tartufini al wisky
tre nocciole
 
 Altre specialità:

creme spalmabili
gelatine di frutta
Torte per ogni occasione

Nocciola tonda gentile 
Il frutto del nocciolo che gli antichi romani chiamavano Corylus avellana, erano soliti scambiarsi questa pianta come augurio di felicità.

Detta anche "tonda e gentile", ha caratteristiche organolettiche tali da essere stata riconosciuta come la migliore al mondo.
Il segreto della sua superiorità è stato individuato nella dolcezza e nella persistenza olfattiva, che la rendono, soprattutto nei prodotti dolciari che la utilizzano come materia prima, profumata di fiori, miele e frutta secca. 


La Tonda Gentile delle Langhe è concentrata nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, in un areale compreso tra le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato.
È un territorio particolarmente vocato alla coltivazione di questo arbusto.

La nocciola non viene consumata cruda, ma preventivamente tostata, operazione che ne esalta l’aroma e consente di eliminare la pellicina scura che la ricopre.
La produzione è quasi totalmente assorbita dall'industria dolciaria, ove l'utilizzo della nocciola esalta le specialità tipiche legate al territorio.

Caratteristiche 
Fra le caratteristiche che rendono particolarmente pregiata questa varietà vanno citate in particolare:
- la forma tonda del frutto che favorisce una veloce sgusciatura meccanica, mantenendo intatto il
seme;
- il guscio sottile che dà una resa del prodotto sgusciato elevata, dal 46 al 50%;
- il seme dotato di buon aroma e di sapore delicato;
- il tenore dei grassi è limitato ed ha quindi buona conservabilità senza problemi di irrancidimento;
- la sottile pellicola che avvolge il seme (perisperma) viene facilmente asportato dopo la tostatura.

La Nocciola Piemonte è coltivata ad altitudini comprese tra i 150 ed i 750 metri e per la sua adattabilità si è diffusa con ottimi risultati anche in Emilia ed in Toscana.
La resa può raggiungere o superare i 25 quintali/ettaro.


Il mio dolcetto preferito è il canestrello, cialde molto croccante con un cuore morbido e molto goloso, che persiste a lungo e...come si dice "una tira l'altra"....


 Buon dolce.....