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24/06/14

Nocino di San Giovanni...La notte Magica

Oggi è San Giovanni...magica è la notte....
In questo giorno secondo una leggenda si prepara il nocino, usando le noci con il mallo verde raccolte nella notte tra il 23 e il 24 giugno...


Il nocino è un liquore ricavato dall'infusione del mallo di noci comuni (frutti della pianta Juglans regia L.) in alcol etilico.

Il mallo è la porzione carnosa della drupa (frutto), sotto la quale è alloggiata la noce vera e propria, costituita dall'endocarpo legnoso (guscio) a protezione del seme (il gheriglio ovvero la parte commestibile).



Il mallo è costituito dal sottile esocarpo (o buccia) e dal mesocarpo polposo, i quali (pur non commestibili per l'essere umano) contengono molte sostanze aromatiche.
Alcune di queste sostanze, grazie all'infusione in alcol, penetrano nel nocino e gli conferiscono le tipiche caratteristiche organolettiche e gustative.

Le origini del nocino sono piuttosto incerte, poiché i liquori a base di noce sono consumati da tempi antichi in buona parte del vecchio continente.
E' comunque ipotizzabile che l'origine del nocino sia strettamente correlata alla storia dei liquori britannici o di quelli francesi.

Per la precisione il nocino avrebbe "scavalcato" le alpi Marittime per scendere in pianura padana, radicandosi prima nel Savonese (in Liguria) e poi nel Modenese (in Emilia Romagna); non a caso, il nocino emiliano è in assoluto tra i più prelibati, anche se la tradizione del liquore interessa diverse province collinari della penisola italiana (isole e Mezzogiorno compresi).
Il nocino è considerato da tempi antichi una sorta di "bevanda magica".

La sua produzione dovrebbe infatti rispettare un rito ben preciso, che prevede la raccolta a mano dei frutti acerbi nella notte tra il 23 e il 24 giugno (San Giovanni battista); l'operazione dovrebbe essere svolta da una donna molto esperta (che ricorda vagamente il profilo di una strega) e necessita il riposo delle noci a terra fino alla mattina seguente.
All'indomani, le noci vanno incise con strumenti non metallici e messe in infusione per circa 17 settimane, ovvero fino al 31 di ottobre (Giorno dei Santi).

La leggenda della notte di San Giovanni 

Magica è la notte

La notte che precede la festa di S. Giovanni è considerata una notte speciale, dotata di virtù magiche e soprannaturali.
Si ritiene che in questa notte avvengono strani prodigi ed eventi naturali di particolare portata.
La rugiada, ad esempio, è cercata affannosamente per la città e per le campagne perché le si attribuiscono proprietà miracolose, come quella  di salvare dai mali contagiosi, di sanare le malattie degli occhi, di tenere lontano le fattucchiere.
Le sue gocce vengono conservate per tutto l’anno in apposite anfore per cospargersi con essa al mattino della festa, usarla nelle benedizioni, negli scongiuri come se si trattasse di acqua benedetta fatata.
Si crede che in questa notte S. Giovanni possa guarire gli “stregati”, specialmente quelli giovanissimi, viene raccontato di mettere a bollire i loro panni, tuffandoli con forche e forchette.
Se il malocchio esiste davvero, allo scoccare della mezzanotte si sentono 3 colpi alla porta di casa, e la strega che ha fatto la fattura al giovane, la quale, costretta dal Santo, viene a sciogliere l’incantesimo.
Ragazze e vedove aspettano con desiderio e trepidazione questa notte per chiedere al Santo un marito o per sapere se si sposeranno entro l’anno.
Ricorrono perciò a pratiche superstiziose, fra le quali la più comune è la seguente: nel cuore della notte le aspiranti spose fanno liquefare un pezzetto di piombo e lo gettano in una bacinella d’acqua fredda tenuta fuori nell’oscurità in attesa della rugiada dell’alba.
Al mattino recitano una preghiera e tolgono la bacinella con il piombo indurito, se il piombo ricorda qualche figura o oggetto, come ad esempio una spada, un cavallo, una barca o un martello, predice uno sposo rispettivamente cavaliere, guerriero, navigatore o muratore; se il piombo non ha alcuna forma decifrabile, allora la giovane è destinata, almeno per un altro anno, a rimare sola.

Il nocino: la ricetta


Ingredienti:

350ml di alcool 90°
300ml di acqua
500g di zucchero
19 noci (raccolte con il mallo il 24 giugno)
4 chiodi di garofano
2g di stecca di cannella
3 scorze di limone biologico (non trattato).

Procedimento


Mettere in un barattolo, di capacità 1 litro, l’alcool, la cannella, i chiodi di garofano, le scorze di limone e le noci spaccate.
Chiudere il barattolo e tenetelo al sole per 40 giorni, girandolo 3 volte al giorno, e rimettendolo in casa la sera.
Trascorsi i 40 giorni filtrate il composto e preparate lo sciroppo di zucchero, versando in una pentola l’acqua e lo zucchero e lasciarlo bollire, dopo versatelo nell’alcool molto lentamente, mescolate bene e versatelo in bottiglie.

Mettetele in un luogo buio e asciutto e lasciatele riposare per almeno 4 mesi.



Auguri a tutti i Giovanni e Giovanna...