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27/01/14

Il giorno della memoria

Ricordo che da bambina la maestra ci diede una poesia da imparare a memoria per il giorno del ricordo.

Una poesia molto lunga e triste, non facile da capire per dei bambini di 9 anni.
Ricordo ancora il titolo" LA CROCIATA DEI RAGAZZI".

Così oggi l'ho cercata su internet e rileggendola mi sono venute in mente tanti ricordi.

 "...dai massacri volevan fuggire e da tutto quell´incubo e un bel giorno arrivare in una terra dove c´era la pace.."
CROCIATA DEI RAGAZZI di Bertolt Brecht

In Polonia, nel Trentanove
Una sanguinosa battaglia ci fu
Che a un deserto ridusse
Tanti paesi e citta´.

La sorella perdette il fratello
La sposa lo sposo soldato;
Tra incendi e macerie, il bambino
I genitori piu´ non trovo´

Dalla Polonia niente piu´ e´ arrivato
Ne´ lettere ne´ reportage.
Ma una storia circola strana
La´ nei paesi dell´Est.

Cadeva la neve allorche´ si narro´
In una citta´ di laggiu´
Di una crociata di ragazzi
Che le mosse ha preso in Polonia

Ragazzi affamati avanzavano
Sugli stradoni a drappelli
E con se´ ne prendevano altri
Tra paesi in macerie trovati.

Dai massacri volevan fuggire
E da tutto quell´incubo
E un bel giorno arrivare
In una terra dove c´era la pace.

E c´era il loro piccolo capo
Cio´ li ha rinfrancati.
Una preoccupazione lui aveva.
La strada, che non conosceva.

Una bimba di undici anni
Trascinava un bambino di quattro
Tutto aveva per fare la madre,
Fuorche´ una terra dove c´era la pace.

Un piccolo ebreo nella truppa marciava,
Di velluto il colletto,
Abituato era al pane piu´ bianco
e ben si e´ battuto.

E insieme andava uno esile, grigio
Che si teneva in disparte nei campi.
Portava addosso una colpa tremenda:
Veniva dall´ambasciata dei nazi.

E c´era anche un cane
Per mangiarlo acchiappato
Come commensale accettato
Perche´ di ucciderlo era il cuore mancato.

E c´era una scuola
E un piccolo maestro di calligrafia
E un alunno su un panzer distrutto
A scrivere apprese fino a pac...

E anche un amore ci fu.
Lei dodici, lui quindici anni.
In un cortile cannoneggiato
Lei i capelli gli pettinava.

L´amore resistere non pote
´ Troppo fu il freddo che arrivo´:
Come fanno gli alberelli a fiorire
quando addosso tanta neve gli cade?

E anche un funerale ci fu
Di un ragazzo dal colletto di velluto:
Da due tedeschi e due polacchi
Alla tomba fu portato.

Protestanti furono, cattolici e nazi
A consegnarlo alla terra.
E alla fine un piccolo comunista
Parlo´ dell´avvenire dei vivi.

Cosi´ c´era fede e speranza
Ma non pane ne´ carne.
E chi non offri´ loro un ricovero
Non me li biasimi se rubavan qualcosa.

E nessuno mi biasimi il pover´uomo
Che a tavola non li invito´:
Per mezzo centinaio di bocche, farina
Ci vuole, altro che abnegazione.

Era verso sud che tendeva la marcia:
Il sud e´ dove il sole
A mezzo il giorno
Ti sta davanti alle dodici in punto.

Trovarono invero un soldato
Ferito in strame d´abete
Per sette giorni lo curarono
Perche´ indicasse loro la strada.

. Lui gli disse: a Bilgoray!
Deve aver avuto la febbre ben alta
E l´ottavo giorno mori´
E anche lui l´hanno sepolto.

E c´erano dei segnali stradali
Seppure coperti di neve
Ma non mostravano piu´ la via giusta
Da un´altra parte eran girati.

Non era questo un tiro birbone,
ma per una militar ragione.
E quando Bilgoray cercarono
La via non gli riusci´ di trovare.

Al loro capo tutti stavan intorno.
E lui guardando nell´aria piena di neve
fece un segno con la piccola mano
E disse: dev´esser laggiu´.

Una volta, di notte, scorsero un fuoco
Ma non s´accostarono.
Una volta tre panzer gli passarono
Accanto e uomini c´eran la´ dentro.

Una volta a una citta´ vicini arrivarono
E alla larga le girarono.
E fino a che non ne furon lontani
Soltanto di notte marciaron.

Sotto una fitta tormenta dove c´era
Un tempo la Polonia sudorientale
I cinquantacinque
Furon visti per l´ultima volta.

Se chiudo gli occhi
Li vedo vagare
Da una fattoria cannoneggiata
A un´altra pure cannoneggiata.

Sopra di loro, lassu´ nelle nuvole
Altri cortei io vedo, nuovi lunghi!
Con fatica vagando contro i venti freddi
Gente senza patria, gente senza meta

Alla ricerca di una terra di pace
Senza tuoni, senza incendi
Non come questa da cui sono venuti
Ed enorme diviene il corteo.

E ad un tratto in questo crepuscolo
Non mi sembra piu´ lo stesso di prima:
altri piccoli volti vi vedo:
spagnoli, francesi, orientali!

In Polonia, quel gennaio,
un cane fu preso
che intorno al collo magro
un pezzo di cartone aveva appeso.

Aiuto! C´era scritto
Non sappiamo piu´ la strada.
Siamo cinquantacinque,
il cane da noi vi portera´.

Se voi non potete venire,
mandatelo via.
Non gli sparate
Dove siamo lui solo lo sa.

La scrittura era di mano
Dei contadini l´hanno letta.
Da allora un anno e mezzo e´ passato.
Il cane e´ morto affamato.