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16/12/13

Alimentarsi bene sin da piccoli

Un bambino “grasso” ha un rischio maggiore di esserlo anche da adulto.
Appare quindi evidente che una buona educazione alimentare deve iniziare sin da quando i bambini sono piccoli, perché poi recuperarla da adulti è molto più difficile.


piramide alimentare

Per tutti questi motivi, i genitori devono imparare a porre regole e limiti ai figli anche per quanto riguarda il cibo, ricordando che a volte bastano accorgimenti minimi per evitare che i bambini mangino troppo e male.


Cominciando sin dalla nascita, è ormai ben noto che l’allattamento prolungato al seno – fonte di innumerevoli vantaggi per la salute del bambino - è anche una buona strategia per controllare l’obesità infantile.
Per esempio i bambini che crescono velocemente di peso nei primi mesi di vita, se sono allattati al seno almeno sino ai quattro mesi hanno una quota ridotta di grasso corporeo e tendono a normalizzare il loro peso entro i 5 anni.
Al contrario, nello stesso tipo di bambini, l’allattamento artificiale facilita il mantenimento dell’eccesso ponderale tra i 2 e i 5 anni di vita.
Con il proseguire della crescita, assume poi naturalmente un ruolo decisivo il tipo di alimentazione, a sua volta influenzata da fattori ambientali e soprattutto familiari.

DARE L’ESEMPIO
I comportamenti alimentari di un bambino fino a 6 anni risultano direttamente correlati a quelli dei genitori, soprattutto della madre.
Solo in seguito subentra l’influenza dei cosiddetti fattori ambientali (compagni di scuola e amici con cui si praticano hobbies e sport, modelli proposti dalla TV, ecc.).
L’età prescolare (3-5 anni) rappresenta una fase importantissima sotto il profilo della costruzione delle scelte alimentari: è in questo periodo che il bambino viene introdotto alla varietà dei cibi presenti in tavola e alla preferenza di alcuni alimenti rispetto ad altri (ad esempio verdura e pasta piuttosto che snacks e dolci).
E proprio in questa fase i genitori hanno un ruolo attivo attraverso:
- la disponibilità e l’accessibilità del cibo in casa;
- il proprio esempio (genitori e figli mostrano tendenzialmente reazioni di preferenza/disgusto per i medesimi alimenti);
- il modo in cui essi stessi si pongono di fronte al cibo (anche l’atteggiamento di rifiuto nei confronti di certi alimenti di genitori e figli risulta correlato);
- la decisione del tempo che il bambino può trascorrere davanti alla TV.





(Testi del fascicolo Aboca)