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13/11/13

Propoli

La propoli è un miscuglio di sostanze appiccicose che le api raschiano con le mandibole sulle gemme di alcune piante come la betulla, il pioppo e i pini.


Le api la utilizzano soprattutto per la sua azione antisettica, per neutralizzare funghi, batteri e virus, “dipingendo” con essa le pareti interne dell’alveare e il fondo delle celle destinate a ospitare covata o miele.
Inoltre la usano per tappare le fessure, rinforzare i favi, imbalsamare i cadaveri dei predatori uccisi nell’alveare (come topi, farfalle, ecc.) per evitare la decomposizione, per restringere l’entrata dell’alveare in modo da lasciare lo spazio necessario per il loro passaggio, è per questa funzione che essa prese fin dall’antichità (probabilmente da Aristotele, nel IV secolo avanti Cristo) il nome di propoli: pro= davanti, polis= città, davanti alla città e dunque difesa della città.

L’apicoltore la recupera raschiandola lungo gli spigoli e le fessure o sullo sfondo dell’arnia.

Le proprietà della propoli
- azione battericida o batteriostatica contro un grande numero di diversi batteri
- rinforza l’azione degli antibiotici (non per l’ampicillina), e riduce la formazione di resistenza agli antibiotici.
- anti-infiammatorie
- antivirali, per esempio contro il virus dell’herpes
- anticoaglulante (inibisce la coagulazione delle placche sanguinee)
- fungicida (per esempio contro la candida albicans)
- antiparassitario (par ex. trichomonas)
- inibisce la crescita di cellule tumorali
- antiossidante
- cicatrizzante
- immuno-regolatore
- anestetico locale
- effetto disintossicante e protettivo del fegato
- stimolante della circolazione sanguigna

I suoi usi possibili in pratica
- nella rino-faringite, bronchite, laringite, faringite e angina
- nei casi di herpes e influenza
- nelle ulcere di stomaco e intestino
- nelle bruciature e nelle ferite
- in ulcere, eczemi, acne e foruncoli
- in affezioni articolari degenerative e infiammatorie
- nelle infezioni urinarie e vaginali
- in agricoltura: contro funghi e microorganismi patogeni (Oidio), parassiti (Afidi), e come cicatrizzante dopo la grandine; come trattamento post-raccolta conservativo di mele e agrumi
- in veterinaria: per una vasta serie di usi, come per le mastiti delle mucche, come additivo alimentare per le galline ovaiole, per vari disturbi degli animali da compagnia (eczemi, infezioni), ecc


Curiosità
Forse i primi ad utilizzarla furono gli Egizi per imbalsamare i corpi.




Per maggiori informazioni vi consiglio di visitare questo sito: http://www.mieliditalia.it/